Hyperborea

Alla ricerca di una nuova vita in Svezia
venerdì, 29 febbraio 2008

The Darjeeling Limited

Film divertente, sfacciato, colorato, profondo, con un grande Adrien Brody. Mi hanno colpito particolarmente la fotografia e i colori del paesaggio indiano.

Voto: 7.5

postato da: Verdefoglia79 alle ore 17:39 | link | commenti (5) | commenti (5)
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venerdì, 29 febbraio 2008

Decolonizzare l'immaginario

Ecco il prossimo obiettivo da seguire: decolonizzare l'immaginario, semplificare al massimo la vita quotidiana, riuscire a vivere giorno per giorno senza eccessive aspettative. Vivere, semplicemente, e pensare solo al contingente senza perdersi in inutili (anzi, dannosi) voli pindarici che mi porterebbero inevitabilmente a sentirmi schiacciata dall'inadeguatezza.
Devo smettere di sentirmi come in una gara ad ostacoli, soprattutto devo smettere di responsabilizzarmi così. Altrimenti non inizierò mai a vivere.
Altro pippone paranoico di mattinata, che bello...
postato da: Verdefoglia79 alle ore 09:13 | link | commenti (5) | commenti (5)
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giovedì, 28 febbraio 2008

Pengar... finalmente!

Non c'è niente di meglio per il morale che il giorno di paga....

postato da: Verdefoglia79 alle ore 09:02 | link | commenti (11) | commenti (11)
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mercoledì, 27 febbraio 2008

Jalla! Jalla!

Per cercare di imparare lo svedese in maniera creativa ho preso un film che (spero) riuscirò a seguire. Solo audio svenska con sottotitoli in svedese così non cedo alla tentazione di mettere l'audio in inglese!

Il film in questione è Jalla! Jalla! dello stesso regista di Kopps, Josef Fares.

Se sarò in grado nei prossimi giorni vi farò la recensione. Spero sia divertente come Kopps... dove vengono narrate le vicende di un gruppo di poliziotti di una piccola cittadina di provincia svedese che vedono il loro posto di lavoro in pericolo causa mancanza delinquenza!! In pratica come qui a Karlstad , non succede niente!!!

Un piccolo assaggio del film, il sogno di Benny "Supercop".

 

postato da: Verdefoglia79 alle ore 21:27 | link | commenti (12) | commenti (12)
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martedì, 26 febbraio 2008

Tanti auguri a me

Regalo di compleanno dalla televisione: si sono accorti di aver fatto una minchiata, come dico io, e mi spediranno indietro la differenza dei soldi che ho già pagato per una televisione che NON ho.
Alla mia!
D'ora in avanti il personnummer non me lo estorceranno nemmeno sotto tortura...
Inoltre sono riuscita ad aprire il conto in banca e a fare la documentazione per l' ID svenska. Incredibile ma vero!
Quasi quasi mi metto a ballare come Napoleon...

postato da: Verdefoglia79 alle ore 08:43 | link | commenti (15) | commenti (15)
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domenica, 24 febbraio 2008

Sad but true

Premessa: questo post è assolutamente pieno di sarcasmo, livore, rabbia, insoddisfazione, frustrazione, illogicità quindi non ditemi che non vi avevo avvertito! Leggete a vostro rischio e pericolo!
 
Oggi ho passato uno di quei tipici giorni che potrei definire “da paranoia”. Chi mi conosce si può immaginare a cosa mi riferisco.
Sono 28 anni (anzi ormai 29 visto che fra pochissimi giorni è il mio compleanno) che sto cercando di capire cosa voglio dalla vita. Cosa mi piace? Ok, mi piace la Svezia, questo si era capito… ma è veramente solo questo che cerco? Solo questo quello che mi basta?
Camminavo per la città oggi pomeriggio con il mio inseparabile lettore mp3. Il mondo visto attraverso la musica è diverso, sembra di vivere in un film. Sono arrivata in un punto molto pittoresco, una specie di spiaggia con vicino un ponte di pietra, mi sono messa seduta a pensare e a guardare il mio riflesso nell’acqua.
Cosa voglio veramente? Sicuramente vorrei riuscire a pensare meno, perché pensare non porta mai niente di buono. Voglio imparare questa lingua che mi permetterà di integrarmi, finalmente. Mi basterà? Oppure quanto avrò fatto anche questo vedrò un altro traguardo più in alto, più lontano, e inizierò ad arrovellarmi anche per quello? Quanti traguardi ci possono essere in una vita? Quanti traguardi possiamo tagliare in una vita? E quanti possiamo pensare di raggiungere? Mi chiedo se a un certo punto dobbiamo smettere di sognare e accontentarci di quello che abbiamo, semplicemente per godersi un po’ di tranquillità. Mi chiedo se io devo smettere di sognare e iniziare a concretizzare qualcosa nella mia vita. Concretizzare… cosa? Un lavoro? Una casa, magari? Una famiglia? Le classiche cose che tanti vedono come traguardi di una vita ortodossa. Ordine, ci vorrebbe ordine… ed è proprio quello che non riesco a dare alla mia vita. Credo di aver fatto una gran confusione di tutto, dovrei fermarmi e buttare giù una specie di relazione dei miei primi 29 anni di vita. Conclusione: caos totale.
Il punto cruciale è l’insicurezza che ha caratterizzato la mia vita, da sempre. Sono e sarò sempre profondamente insicura su tutte le scelte che ho fatto e che farò. Avrò sempre da pensare “ma se avessi scelto l’altra cosa adesso forse…” e avrò sempre da torturarmi con questo genere di idee. Vorrei tanto cambiare il software che mi hanno impiantato, vorrei fosse possibile come in Matrix spararsi nel cervello qualche altro programma… perché non l’hanno ancora inventato? Gli scienziati e i ricercatori che ci stanno a fare lì? Fate qualcosa di serio! Datevi da fare! Rabbia e frustrazione, questo provo quando mi guardo allo specchio. Non sono mai contenta, voglio sempre qualcosa di più, qualcosa che non c’è. Ecco, qualcosa che non c’è. Forse perché non voglio fronteggiare le difficoltà quotidiane, forse perché non voglio imparare a vedere i limiti che ho. Non ho voglia di migliorarmi forse, oppure ne sono semplicemente incapace.
Arriverà un giorno in cui smetterò di sentirmi così… come mancante di qualcosa? Mi piacerebbe dare una ragione alla mia vita, una ragione che esuli da me stessa. I maligni potrebbero dirmi: “fatti un fidanzato”! Buono quello. E’ risaputo che gli uomini se le cercano belle, semplici e preferibilmente sciocche. Io non sono bella, non sono assolutamente semplice, forse sono sciocca. Niente da fare anche su questo fronte, quindi. Figurarsi se esiste qualcuno che si carica delle paranoie altrui!! Devo riuscire a capire cosa sono, prima di fare qualsiasi progetto. Ho sbagliato la progettazione, ecco, sono partita dalla fine mentre dovevo lavorare ancora sulla materia prima, cioè su me stessa. Cosa sono? E chi lo sa? Me lo sono sempre chiesta. Fossi rimasta a casa avrei sicuramente capito molte meno cose di quelle che non so adesso, però una volta che spalanchi il pentolone vengono fuori tante di quelle magagne che non trovi riparo. Come il vaso di Pandora. Apri e iniziano ad uscire tutte le peggiori qualità che mente umana possa concepire.
Vorrei tanto avere una mente più razionale, fredda, calcolatrice, scientifica, mi aiuterebbe sicuramente in questi momenti di tsunami emotivo. Purtroppo, triste ma vero, bisogna accettarsi per quello che si è, e questa è la cosa più difficile… almeno per me.
Oggi mi è anche capitata una cosa profondamente significativa per spiegare in poche parole come è la mia vita. Stavo aspettando un autobus, che stava inspiegabilmente ritardando. Un po’ attendo alla fermata, mi guardo attorno, mi dico “dai aspetto un altro minuto e poi vado a piedi tanto è vicino” senza però decidermi. Dopo vari minuti di attesa decido di andarmene. Appena fatti nemmeno 15 metri a piedi cosa arriva? Ma l’autobus che stavo aspettando! Se avessi avuto la pazienza necessaria avrei fatto il viaggio al caldo, durando un centesimo della fatica che invece avrei impiegato. Invece no, me ne sono voluta andare prima e così facendo ho perso il treno giusto e mi sono ritrovata appiedata. Arrivo sempre in ritardo (o in anticipo) e non riesco mai ad afferrare l’occasione buona.
Non c’è salvezza dal proprio carattere… quindi lo dico anche a voi: se incontrate una persona come me statele il più lontano possibile, ne va della vostra salute nervosa!!!
Aspetterò un altro giorno per veder passare questo malumore, un altro giorno ancora nella lunga conta dei giorni che ho già passato su questa terra. Chissà domani cosa farò, cosa penserò… probabilmente le stesse cose che penso adesso, o forse no, forse riuscirò per un momento a vedere il buono che c’è in me e fuori di me, riuscirò a prendere le cose con serena filosofia, senza troppi problemi, senza eccessive paure. E starò un po’ meglio, fino alla prossima volta che inevitabilmente mi riporterà a terra col morale, e così via fino alla fine.
Un po’ noioso non trovate? Per ora non ho trovato medicina… chissà se esiste una medicina, per me.
Forse no. O forse non voglio prenderla perché troppo amara.
 
 
 
(Shakespeare, Vaughan Williams)
 
Come away, come away, death,
And in sad cypress let me be laid;
Fly away, fly away, breath;
I am slain by a fair cruel maid.
My shroud of white, stuck all with yew,
O prepare it!
My part of death, no one so true
Did share it.
 
Not a flower, not a flower sweet,
On my black coffin let there be strown;
Not a friend, not a friend greet
My poor corpse, when my bones shall be thrown:
A thousand sighs to save,
Lay me, O where
Sad true lover never find my grave,
To weep there!
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sabato, 23 febbraio 2008

Fenomenologia dell'IKEA

Primo fine settimana libero in quel di Karlstad. Vi chiederete: e che mai si farà in un posto così il fine settimana? Bella domanda, me lo son chiesta anche io. Per scoprirlo son andata in centro per osservare un po' la società "karlstaddese".
Questa città mi ricorda terribilmente Turku. Ha un'architettura più "occidentale" però il concetto di fondo è lo stesso: piazza principale dove arrivano tutti gli autobus, palazzi con insegne luminose che si affacciano appunto sulla piazza, quartieri costruiti con il righello (strade perfettamente perpendicolari),  gente bionda in giro (non tantissima per la verità).
Non mi ci è voluto molto tempo per capire la geografia del centro: in pratica tutti i negozi sono in Drottninggatan (sì, si chiama come la via fighetta di Stoccolma ma non le assomiglia molto :P). Purtroppo il sabato i caffé e le gallerie commerciali chiudono presto (questa è una cosa che non capirò mai) quindi dovevo trovare un altro posto dove spendere il mio sfaccendato tempo... un posto aperto fino a tardi, facile da raggiungere e possibilmente con un caffé. L'unico luogo che soddisfava tutti i requisiti sopra citati era l'IKEA.
Come non ci fossi mai stata... quando ero ancora in Italia andare all'IKEA era come fare una specie di "trasferta" virtuale sul suolo svedese... la bandierona blu e gialla che sventolava fuori dall'ingresso, il cibo svedese al ristorante, foto di Stoccolma appese alle pareti... che ricordi...
Tornando a noi, prendo l'autobus e vado. La comodità di stare in una città piccola è che hai tutto a portata di mano, non devi sbatterti per delle mezz'ore per raggiungere un posto. Dopo circa 15 minuti arrivo a destinazione e mi infilo dentro.
Scopro che al caffé posso riprendere caffé e té all'infinito con la stessa tazza, senza pagare nuovamente. E scopro anche che i ragazzi si ritrovano qui il sabato pomeriggio... invece di andare a fare "le vasche", come si suol dire, vanno all'IKEA. Probabilmente seguendo lo stesso ragionamento che ho fatto io, posto sempre aperto con possibilità di mangiare qualcosa.
In effetti credo che tutti i giovani di Karlstad fossero lì. Inquietante :):):).
Scopro così che ci sono vari motivi validi per passare qualche ora all'IKEA se uno non ha da fare niente di meglio:
1. E' sempre aperta quando tutte le altre cose chiudono;
2. Possibilità di riempire la tazza del caffé pagando una sola volta = ∞;
3. I cessi sono gratis (a differenza di Stoccolma, dovevo pagare sempre 5 corone ovunque andassi);
4. Vedi un po' di gente... anche se la maggior parte sono babbi e mamme con prole numerosissima al seguito e fidanzatini che si scelgono la camera da letto e la cucina per la loro futura casa;
5. Non sei costretto a comprarti un comodino per forza , credevo che i cassieri mi guardassero male se me ne andavo senza niente invece non mi hanno considerata di striscio (anche se per uscire ho fatto la gimkana fra i clienti);
6. Posto comodo per imparare i nomi dei mobili e delle suppellettili. La prossima volta mi porto il dizionario.

Domani vado a vedere il Badhuset, dove potrò dare sfogo alla mia voglia di sauna (dopo la mia permanenza a Turku sono diventata dipendente). Temo però che, come tutte le attività, chiuderà molto presto la domenica. Vedremo.

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venerdì, 22 febbraio 2008

Finalmente

Finalmente inizierò a studiare sul serio. Mi è arrivata la convocazione per il test SFI:

KALLELSE TILL SFI - SVENSKA FÖR INVANDRARE

Torsdagen den 6 mars kl 13.45.

Proprio quando dovrei andare a prendere la piccoletta... DEVONO darmi un'ora libera per fare il test!!!!

 

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venerdì, 22 febbraio 2008

Assurdità italiche

Telecom alla cliente morta:
«Mandi l'autocertificazione»

Il figlio aveva scritto all'azienda per chiudere il contratto. La risposta: ci invii le carte, non riusciamo a contattarla

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mercoledì, 20 febbraio 2008

Friends will be friends

Con questo post voglio ringraziare dal profondo del cuore la mia amica Vale D. ... come farei senza di te Vale? Grazie per tutto... così come mi sei stata vicina a Turku, mi sei vicina adesso come poche persone hanno fatto.

Dedicata a te questa canzone... una grande canzone per una grande amica... cantata da un grandissimo artista.

 

postato da: Verdefoglia79 alle ore 21:05 | link | commenti (1) | commenti (1)
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